Uno stimolo per uomini e insetti

La lettura del genoma della Coffea canephora, fonte principale dei chicchi di caffè, racconta che la caffeina è frutto di un'evoluzione adattativa. Nel corso di secoli, grazie a una serie di passaggi evolutivi convergenti, piante come il caffè e il cacao che in origine avevano caratteristiche diverse hanno raggiunto il comune risultato di concentrare alte dosi di caffeina nelle proprie foglie e bacche, rendendole tossiche per gli insetti. In autunno la caduta delle foglie contamina il terreno della sostanza, impedendo così la crescita di piante competitive. Ma il ruolo più curioso della caffeina è alle basse dosi: presente in quantità minima nel nettare dei fiori, essa stimola la memoria dell'insetto impollinatore che, spinto dal ricordo del profumo, torna a visitare il fiore fecondandolo.